VATICANO
Benedetto XVI conquista il Reichstag
"Compito dei politici servire il diritto"
Il Papa è arrivato a Berlino per la sua prima visita ufficiale in Germania. Quattro giorni di alta portata politica ed ecumenica, su cui grava la prospettiva di manifestazioni contro gli abusi dei sacerdoti sui minori. "Nulla da dire contro proteste civili". E sulla pedofilia: "Capisco chi si allontana dalla Chiesa"
ROMA - Papa Benedetto XVI ha conquistato l'ovazione del palazzo del Reichstag, oggi blindato, dove era atteso dalla cancelliera Angela Merkel e dal presidente federale Christian Wulff. E atteso era anche il suo discorso davanti al parlamento tedesco, che già aveva destato moltissime polemiche nei giorni scorsi in Germania. Un centinaio di parlamentari dell'opposizione - della Linke, dei Verdi e dell'Spd - avevano annunciato l'intenzione di boicottare l'intervento del Papa, protestando contro l'interferenza dell'autorità religiosa davanti all'assemblea parlamentare. Alla fine, l'intervento del pontefice è stato accolto con un minuto e mezzo di applausi dai parlamentari in piedi. Durante il discorso l'assemblea ha applaudito per tre volte, due passaggi in particolare hanno strappato un sorriso ai parlamentari.
"Servire il diritto e combattere il dominio dell'ingiustizia è e rimane il compito fondamentale del politico", ha detto il Papa alla fine del lungo applauso con cui è stato accolto. Dopo aver preso posto al centro dell'assemblea Benedetto XVI ha continuato: "Il suo criterio ultimo e la motivazione per il suo lavoro come politico non deve essere il successo e tanto meno il profitto materiale. Naturalmente - ha affermato Ratzinger - un politico cercherà il successo che di per sè gli apre la possibilità dell'azione politica effettiva. Ma il successo è subordinato al criterio della giustizia, alla volontà di attuare il diritto e all'intelligenza del diritto". E ancora "il successo può essere anche una seduzione e così può aprire la strada alla contraffazione del diritto, alla distruzione della giustizia". Quindi ha citato le parole di Sant'Agostino: "Togli il diritto - e allora che cosa distingue lo Stato da una grossa banda di briganti?".
"Noi tedeschi - ha sottolineato ancora il Papa - sappiamo per nostra esperienza che queste parole non sono un vuoto spauracchio. Noi abbiamo sperimentato il separarsi del potere del diritto, il porsi del potere contro il diritto, il suo calpestare il diritto, così che lo Stato era diventato lo strumento per la distruzione del diritto: era diventato una banda di briganti molto ben organizzata, che poteva minacciare il mondo intero e spingerlo sull'orlo del precipizio".
Per il Papa "l'onnipotente Adolf Hitler era un idolo pagano, che voleva porsi come sostituto del Dio biblico, Creatore e Padre di tutti gli uomini" e se durante il Nazismo "era evidente in modo incontestabile che il diritto vigente, in realtà, era ingiustizia", oggi "nelle decisioni di un politico democratico, la domanda su che cosa ora corrisponda alla legge della verità, che cosa sia veramente giusto e possa diventare legge non è altrettanto evidente. Ciò che in riferimento alle fondamentali questioni antropologiche sia la cosa giusta e possa diventare diritto vigente, oggi non è affatto evidente di per sè". Insomma, "alla questione come si possa riconoscere ciò che veramente è giusto e servire così la giustizia nella legislazione, non è mai stato facile trovare la risposta" e anche oggi, "nell'abbondanza delle nostre conoscenze e delle nostre capacità, tale questione è diventata ancora molto più difficile".
"Nella storia - ha ricordato in proposito - gli ordinamenti giuridici sono stati quasi sempre motivati in modo religioso: sulla base di un riferimento alla Divinità si decide ciò che tra gli uomini è giusto". Ma, ha tenuto a rimarcare, "contrariamente ad altre grandi religioni, il cristianesimo non ha mai imposto allo Stato e alla società un diritto rivelato, un ordinamento giuridico derivante da una rivelazione. Ha invece rimandato alla natura e alla ragione quali vere fonti del diritto, ha rimandato all'armonia tra ragione oggettiva e soggettiva, un'armonia che però presuppone l'essere ambedue le sfere fondate nella Ragione creatrice di Dio".
Secondo Benedetto XVI, "per lo sviluppo del diritto e per lo sviluppo dell'umanità è stato decisivo che i teologi cristiani abbiano preso posizione contro il diritto religioso, richiesto dalla fede nelle divinità, e si siano messi dalla parte della filosofia, riconoscendo come fonte giuridica valida per tutti la ragione e la natura nella loro correlazione, una scelta che aveva già compiuto san Paolo per il quale ciò che la Legge esige è scritto nei cuori".
Poi l'elogio agli Ecologisti, tra scrosci di applausi. "Direi che la comparsa del movimento ecologico nella politica tedesca a partire dagli anni Settanta, pur non avendo forse spalancato finestre, tuttavia è stata e rimane un grido che anela all'aria fresca, un grido che non si può ignorare né accantonare, perché vi si intravede troppa irrazionalità", ha detto Benedetto XVI, che aveva criticato il positivismo paragonandolo agli "edifici di cemento armato senza finestre". Alcuni deputati dei verdi si sono uniti ai cento parlamentari di sinistra che disertano il discorso del Papa.
Anche se si tratta della prima visita ufficiale di Benedetto XVI in Germania, Ratzinger era già tornato in Germania nel 2005 in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù di Colonia, poco dopo la sua elezione a Pontefice, e nel 2006 era stato in Baviera, suo "land" d'origine.
Durante il volo per Berlino Benedetto XVI aveva affermato di non avere "nulla contro una contestazione che si svolga in modo civile". Poi era entrato nel merito delle cause del disamore popolare, commentando l'aumento delle uscite dalla Chiesa Cattolica in Germania, anche in relazione allo scandalo pedofilia. "Posso capire che, di fronte a crimini come gli abusi su minori commessi da sacerdoti, se le vittime sono persone vicine uno dica: questa non è la mia Chiesa, la Chiesa è una forza di umanizzazione e moralizzazione e se loro stessi fanno il contrario io non posso più stare con questa Chiesa".
Pronto a fronteggiare critiche e proteste, Ratzinger ha spiegato il principale obiettivo del suo ritorno da Papa in Germania. "Quando ho accettato l'invito a compiere questo viaggio - ha spiegato - era per me evidente che l'ecumenismo con i nostri amici evangelici deve essere un punto forte, un punto centrale. Viviamo in un tempo di secolarismo, nel quale i cristiani insieme hanno la missione di rendere presente il messaggio di Dio, il messaggio di Cristo, di far possibile credere, andare avanti con queste grandi idee, verità e perciò l'essere insieme tra cattolici ed evangelici è un elemento fondamentale per il nostro tempo".
"Perciò - ha aggiunto Benedetto XVI - sono molto grato ai nostri amici, fratelli e sorelle protestanti che hanno reso possibile con segno molto significativo l'incontro nel monastero di Erfurt, dove Lutero ha iniziato il suo cammino teologico: la preghiera nella chiesa dove è stato ordinato sacerdote, parlare insieme sulla nostra responsabilità di cristiani in questo tempo".
Come è tradizione di ogni viaggio internazionale, il Pontefice ha inviato un telegramma al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano al momento di partire per la Germania. Nel testo, Benedetto XVI esprime "l'auspicio di un sempre più intenso rinnovamento etico per il bene della diletta Italia", "auspicio" indirizzato al capo dello Stato e "all'intero popolo italiano", insieme con un "cordiale saluto".
Alla fine della visita al Parlamento è prevista la messa nell'Olympiastadion, alla quale saranno presenti 70.000 fedeli.
da la Repubblica.it del 22 settembre 2011 © RIPRODUZIONE RISERVATA


