Calcutta celebra Dominique Lapierre
"E' lui il successore di Madre Teresa"
In India con lo scrittore, da 30 anni sulle orme della celebre religiosa. La sua ong è in 2486 villaggi e assiste migliaia di persone. Un Paese orgoglioso dei progressi, ma in 60 milioni non hanno cibo e 50 milioni di bambini non vanno a scuola. "Mi infurio se penso che alcuni dei più ricchi uomini del mondo vivono qui"
di RAIMONDO BULTRINI
GABERIAN (Delta del Gange) - Delle 106 isole sul Delta indiano del Gange un tempo fitte di inestricabili foreste di mangrovie, poco più di 50 sono abitate. Tra i 4 e i 5 milioni di bengalesi hindu, cristiani e musulmani, spesso immigrati dal Bangladesh, vivono qui di coltivazioni e trasporti sul fiume, di mare, di foreste sempre più rade e di miele raccolto rischiosamente dove vivono le tigri e i coccodrilli.
14 progetti umanitari. Arriviamo nell'isola di Gaberian, una delle prime a sud di Calcutta, per le celebrazioni in onore del tour bengalese di un celebre scrittore e filantropo, Dominique Lapierre, accolto come un eroe per il suo generoso aiuto finanziario ai poveri di Calcutta e alle popolazioni del delta, devastato un anno e mezzo fa dal ciclone Aila. Lapierre è uno dei principali benefattori dell'India, arrivati qui sulla scia di Madre Teresa e, proprio su suo consiglio ha iniziato a finanziare il primo dei 14 progetti umanitari. Lo scrittore ha già raccontato più volte - lo farà anche in un altro libro di prossima pubblicazione in Italia dal titolo "India Mon Amour" - di quel giorno del 1981 quando portò alla santa albanese 50mila dollari guadagnati col successo di "Libertà a mezzanotte", bestseller sulla Partizione dell'India.
Le parole di Madre Teresa. Lei stava imboccando un morente e gli mise subito il cucchiaio in mano. "Amalo e sfamalo", gli disse. Colpito, Lapierre le chiese cos'altro avrebbe potuto fare e così iniziò la catena che lo mise in contatto con una speciale categoria di uomini e donne del tutto simili alla suora albanese, i "santi di Calcutta", come li chiamano senza ironia anche gli induisti e i musulmani. Uno di questi è Padre James Stevens, ex commerciante di camicie inglese e fondatore di Udayan, allora come oggi l'unico centro organizzato per l'accoglienza dei figli dei lebbrosi. Dopo avere dato a Padre James tutti i 50mila dollari, Lapierre pubblicò in Occidente un articolo sul centro a rischio di chiusura.
La nuova vita dei lebbrosi. Udayan si salvò e molti ex lebbrosi oggi sono laureati e hanno messo su famiglia. Qui vivono e studiano attualmente 300 bambini. Alcuni sono stati sottratti in tempo alla malattia contagiata dal contatto con i genitori, altri sono sotto cura, la stessa, ormai rapida ed efficace, usata anche per guarire i 75mila tubercolotici di un altro mega-progetto. Come la sorte dei poveri delle Sunderbans, anche quella dei figli dei lebbrosi e dei tubercolotici - un numero che non decresce, anzi aumenta - è però di nuovo, come 30 anni fa, appesa al filo sempre più fragile della solidarietà occidentale capeggiata da Lapierre e altri personaggi famosi, come il giocatore australiano di cricket Steve Vaugh, o l'italiana Cristina Mondadori.
La vera India scintillante. Per questo lo scrittore ha organizzato il suo tour di carità con a bordo, oltre alla figlia dell'editore Arnoldo Mondadori, una trentina di occidentali per visitare - come ci dice - "la vera India scintillante", non "quella dei politici o dei magnati dell'economia". Lapierre è uno dei pochi a potersi permettere un'osservazione del genere in un paese dal forte orgoglio nazionalistico. Premiato col prestigioso Padma Bhushan e la cittadinanza onoraria di Calcutta, lo scrittore ha già investito 65 milioni di dollari in 28 anni, dopo aver associato il suo nome a uno dei racconti più toccanti sulle miserie delle baraccopoli indiane, "La Città della Gioia".
L'altro "santo" degli slums. Il libro che gli procurò nuovi fondi per le sue opere di beneficenza nacque proprio grazie a Padre James, che lo presentò a un altro "santo" degli slums, Padre Gaston Dayanand, diventato l'infaticabile prete Lambert della fiction venduta in 9 milioni di copie in tutto il mondo. A sua volta Padre Gaston presentò a Lapierre un'altra figura chiave in grado di gestire la grande rete di Ong locali che supportano oggi i suoi progetti, il fondatore dell'associazione SHIS, M. A. Wohan. L'effetto del sodalizio tra il ricco e affermato scrittore e l'ex ragazzino malnutrito è oggi una struttura capillare di Ong presente tra Calcutta e 2486 villaggi disseminati su 37 delle 54 isole del delta.
L'incubo di non farcela. Ma con la crisi economica che ha intaccato il valore del dollaro e svuotato le tasche dei benefattori occidentali di Lapierre, lo scrittore ammette di vivere ormai ogni giorno "nell'incubo" di non raggiungere la cifra dei 3 milioni di euro annui necessari per far andare avanti i suoi centri assistiti. "A volte - si sfoga il quasi ottantenne Lapierre - mi infurio a pensare che alcuni tra i più ricchi uomini del mondo vivono in India, ma non fanno niente per salvare milioni di vite di loro connazionali". Un'avidità, lascia capire, che pone una seria ipoteca sul futuro di questo immenso continente "orgoglioso del suo 8% di crescita annua dell'economia - dice - mentre 60 milioni di persone vanno a letto senza cibo, 50 milioni di bambini non frequentano nessuna scuola e 100 milioni camminano ogni giorno 10 km per raggiungere un pozzo potabile".
da la Repubblica.it del 26 novembre 2010 © RIPRODUZIONE RISERVATA


