I ragazzi, futuro di questa Italia

Sono Francesca, una vostra abbonata. Voglio raccontarvi qualcosa di bello: abito a Cresole di Caldogno e la mia casa ha subito l’alluvione. Io sono stata fortunata perché abito al primo piano ma la mia amica abita sotto di me e l’acqua ha completamente distrutto il suo appartamento. Dopo tre giorni di isolamento (ma confortati dai caterpillar che ci portavano attraverso il terrazzo acqua potabile e altri generi di conforto) l’acqua è defluita e bisognava, come dice Bersani, rimboccarsi le maniche. Mio figlio diciannovenne mi rassicurava: “Non preoccuparti, mamma, ho lanciato un appello su facebook e domani arriveranno gli amici ad aiutarci!”. Io e mio marito eravamo alquanto perplessi, ma il mattino dopo avevamo ragazzi armati di pale e scope, stivaloni, guanti e sacchi di plastica che continuavano ad arrivare, e poi altri che nessuno di noi conosceva che lavoravano, spalavano, ci portavano cibo e chiedevano di cosa avessimo bisogno e subito provvedevano. Dopo molti giorni di lavoro sono stanca ma desidero proprio raccontare al mondo quanta gente generosa c’è e come in un piccolo paese possa funzionare tutto con apparente facilità. La protezione civile ci ha procurato i panini perché lavorando non avevamo il tempo di cucinare, gli scout arrivavano in squadre e si dedicavano al loro lavoro finché non era perfetto, e poi gli alpini e i ragazzi di Intercultura… C’è perfino un servizio di baby sitting per lasciare i bambini mentre lavori! Poi vi voglio raccontare di come gli operai dell’acquedotto abbiano voluto ad ogni costo darmi l’acqua: io non ero allacciata ma ho un pozzo artesiano. Sono venuti a chiedermi se avessi problemi con l’acqua. Io ho detto di sì perché senza corrente elettrica la pompa non funziona e non mi manda su l’acqua. Pensavo se ne andassero perché non è un problema loro, invece hanno voluto vedere se c’era la possibilità di allacciarmi all’acquedotto che ha potenza per mandarmi su l’acqua senza pompa. È stato difficile e hanno lavorato con le pile per bucar la strada, ma io la sera ho fatto una doccia veramente ristoratrice! Comunque vedere questi ragazzi così giovani che si impegnano giorni interi lavorando duramente ma anche ridendo e divertendosi riempie il cuore di speranza per il futuro di questa Italia.

Francesca Lioy, Caldogno

da il Fatto Quotidiano del 03 dicembre 2010

 
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